15/01/2012

Percorsi Siciliani, Riprendiamoci la Città e il Sacco verso il voto

Modaffari Falzone Nicosia Alleanza.jpgda sx: Modaffari - Falzone - Nicosia

Un patto tra movimenti civici

«Negli ultimi anni, a vario titolo, in tempi diversi e con tutti gli strumenti consentiti in democrazia abbiamo espresso senza ambiguità un chiaro e fermo dissenso nei confronti della gestione locale della cosa pubblica. In particolare, abbiamo operato con tenacia e sistematicità per combattere un sistema di potere lesivo degli interessi generali della nostra comunità, sulla scorta di fatti e dati oggettivi. Con il nostro impegno e le nostre scelte abbiamo tenuto sempre accesa la fiaccola  della dignità politica e     aperto la strada a una concreta opportunità di riscatto morale e civile». Comincia così una dichiarazione congiunta dei rappresentanti dei movimenti civici Percorsi Siciliani (Adriano Nicosia), Riprendiamoci la Città (Giampiero Modaffari) e il Sacco in movimento (Salvatore Falzone). I tre movimenti hanno deciso infatti di siglare un'intesa programmatica in vista delle prossime elezioni amministrative.
«Rifiutando compromessi e forme più o meno tacite di connivenza - aggiungono Modaffari, Nicosia e Falzone - abbiamo lavorato per offrire ai cittadini gli strumenti necessari per potere giudicare con cognizione di causa l'operato dell'amministrazione. San Cataldo ha bisogno di chiudere una lunga stagione in cui consapevolmente e per fini di potere personale si è voluto trasformare ogni forma di dissenso e di opposizione politica in inimicizia personale. Si ha bisogno di riportare la politica alla sua logica naturale di confronto serrato e leale di idee e prospettive. Il tessuto sociale è lacerato e va risanato. Nel rispetto della migliore tradizione politica locale, vogliamo proporre un'idea differente di politica e convivenza. Vogliamo porre l'amore per San Cataldo al centro di un progetto di cambiamento serio, coerente e aperto al contributo di tutti. In questo senso e con queste intenzioni riteniamo oggi di siglare un'intesa programmatica in vista delle imminenti elezioni amministrative. Un'intesa che, almeno in questa fase della campagna elettorale, non può che concretizzarsi esclusivamente sulla condivisione di un comune giudizio della realtà locale, dei problemi e delle potenzialità intrinseche del territorio, oltre che sul confronto delle rispettive idee di cambiamento sul futuro di San Cataldo».
«E'opportuno precisare - aggiungono - che questo accordo di collaborazione non ha alcuna pretesa di esclusività. Esso rappresenta il primo passo di un percorso che intendiamo condividere con altri gruppi sociali e formazioni politiche, senza barriere ideologiche e senza pregiudiziali che non siano quelle della coerenza, della partecipazione realmente democratica e della cultura della legalità. Con estrema chiarezza diciamo di non volere coltivare alcuna idea di antipolitica perché siamo convinti che non aiuterebbe a costruire alcun progetto ragionevole di cambiamento. Siamo convinti che i partiti svolgono ancora un indispensabile, se non decisivo, ruolo all'interno delle dinamiche democratiche della politica. La nostra intesa rimane dunque aperta al contributo sia delle formazioni civiche sia dei partiti».

 

La Sicilia e Gds 15 gennaio 2011

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16/10/2011

Le beghe sul Bilancio e l'ombra della Finanza Locale

bilancio1.jpg

Il Comune di San Cataldo vive la sua prima esperienza di scelte politiche sul bilancio. Il Consiglio Comunale, organo supremo deliberante, opta per l’abbassamento dell’aliquota IRPEF mentre la giunta è arroccata sulle sue previsioni di entrata e di spesa. Non entriamo nel merito delle parti ma vogliamo concentrarci proprio sull’azione di scelta: La discussione di un bilancio e l’indirizzo economico.

Abbiamo sempre considerato cosa nobilissima la possibilità di discussione del bilancio e le sue possibili scelte d’indirizzo. Oggi, più che mai, diventa uno strumento che deve essere per forza condiviso, non solo dalla giunta comunale ma anche attraverso l’opinione d’indirizzo dei cittadini. Abbiamo anche apprezzato la proposizione positiva dei sindacati, CGL, CISL e UGL, che abbassando le tradizionali barriere ideologiche si sono messi a disposizione per un confronto sereno, ma quello che ci aspetta dal 1 gennaio 2012 e cosa ben più grave rispetto al presente. Parliamo della finanza locale e gli effetti che avrà sul territorio.

Gli effetti incrociati della manovra anticrisi messa in campo dal governo e l’applicazione delle norme sul federalismo rischiano di portare al raddoppio, da qui al 2015, del prelievo fiscale sulle famiglie: un migliaio di euro in più di tasse l’anno, rispetto a quelle attuali. A evidenziarlo è un’elaborazione di un quotidiano della CONFINDUSTRIA sulla base dei dati dell’Associazione Nazionale dei Comuni per l’Economia e la Finanza Locale. Per portare l’esempio di una città come Palermo significherebbe un aumento a testa di oltre 134,00 euro, andrebbe peggio per Napoli,  dove la quota pro-capite si attesterà sui 190,00 euro circa. In pratica in base alle grandezze realizzate con la manovra 2011 ogni Comune per calcolare l’obiettivo di saldo, per rispettare le regole del patto di stabilità, nell’anno prossimo dovrà aggiungere una somma pari al 16% circa della propria spesa corrente media, obiettivi, che è bene ricordarlo, con la manovra anticrisi sono stati anticipati di un anno, al 2012, con l’aggravante che i Comuni meno diligenti dovranno sobbarcarsi anche la parte di obiettivo che non è stato realizzato da quelli virtuosi. Secondo l’Anci ,tra patto di stabilità e i tagli ai trasferimenti, i Comuni andranno a perdere circa 6 miliardi e 600 milioni di euro nel triennio che va da 2011 al 2014 rispetto ai 12 totali trasferiti lo scorso. L’analisi impone una domanda: come ci comporteremo di fronte a questi parametri? Parlo della mia comunità: San Cataldo. E’ ovvio che l’amministrazione pro-tempore dovrà confrontarsi con un più ampio raggio di categorie, se non con i cittadini tutti. dovremmo abituarci a esseri più sereni e fare scelte più condivise, perché ogni singola scelta intaccherà le tasche di tutti o farà mancare i servizi a qualcuno. Ci auguriamo che questi criteri vengano applicati anche oggi, un momento che ci prepara all’imminente futuro.

 

Adriano Nicosia                                             Enzo Maiorana

Presidente Percorsi Siciliani                            Presidente Noi Meridionali

 

 

 

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17/07/2011

La casta in una notte ha salvato tutti i propri privilegi.

la_casta_N.jpg La manovra finanziaria era blindata su quasi tutto. Grazie a un parere di nulla osta “vincolato ad alcune osservazioni” proprio sui costi della politica i nostri parlamentari hanno salvato tutti i loro privilegi. Anzi, il rischio è pure che venga  loro aumentata l’indennità di  2-300 euro mentre hanno fatto la cresta a tutti i redditi più bassi aumentandone addirittura  i ticket sanitari. Un vero capolavoro in un miracolo d’ipocrisia. Invece di tagliare tutte le pensioni d’oro, che in Italia raggiungono anche importi superiori ai novantamila euro mensili, hanno pensato bene di aumentare i ticket sanitari a danno delle fasce più deboli. Come può un pensionato, con pensione minima, che ha bisogno continua assistenza o di visite pagare costantemente tali importi? Il continuo dramma di tante persone continua a essere sempre alle porte. Questa finanziaria è la patrimoniale sui deboli, sul popolo. Tremonti dice che siamo sul Titanic, come per dire che siamo tutti sulla stessa barca. Non poteva esprimersi con un esempio migliore  perché come sul Titanic, anche nella manovra, fa la differenza chi sale prima sulle scialuppe di salvataggio e come nel Titanic, sale prima la gente di prima classe come i nostri politici che si sono salvati dalla scure della finanziaria sottraendo abilmente i loro numerosi privilegi.

Urge una reazione civile collettiva, uno scatto d’orgoglio, un colpo di schiena per far capire ai nostri governanti che stanno pure calpestando quelli che sono i diritti dell’uomo, della sua dignità e del suo diritto a vivere normalmente ed essere garantito sui servizi che sono alla base della sua esistenza.  Se i valori e i bisogni dell’uomo devono essere al centro della politica, loro, di fatto, hanno espresso posizioni contrarie anche all’insegnamento morale e sociale della Chiesa.

Oggi più che mai, in un contesto di legittimo pluralismo, i cattolici hanno la piena legittimità di agire in politica coerentemente alle proprie convinzioni riguardanti il bene comune. Hanno il dovere d’impedire la sopraffazione del più forte sul più debole perchè sarebbe la netta conseguenza di un ovvio disastro sociale.

Come tutti gli altri cittadini, i cattolici in particolare hanno un ruolo centrale sulla scelta della futura classe dirigente. Scelta che avviene attraverso la ricerca della verità,  attraverso la promozione e la difesa con mezzi leciti delle verità morali riguardanti la vita sociale, la giustizia, la libertà, il rispetto della vita e degli altri diritti della persona.

Oggi è il tempo di togliere i veli dagli occhi, i soli vessilli da innalzare e che devono spingerci a fare fronte comune sono quelli dei valori cattolici universali, che appartengono ai laici, che appartengono all’uomo.

Solo in questo modo si può ripristinare il tanto agognato equilibrio che questa classe politica ha ridotto alle macerie!

San Cataldo 17 Luglio 2011

Adriano Nicosia

Presidente Percorsi Siciliani

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25/06/2011

«PERCORSI SICILIANI» SOGNA CALTANISSETTA CAPOLUOGO AMMINISTRATIVO DELLA SICILIA

caltanissetta antica.jpgCaltanissetta capoluogo amministrativo della Sicilia: è la suggestiva proposta che il movimento politico di San Cataldo, Percorsi Siciliani, sta lanciando in questi giorni sul web.
Precisamente sul noto network di Facebook, infatti, l’iniziativa sta prendendo corpo ed ha già oltrepassato le 600 iscrizioni. Su internet, l’idea è spiegata sotto ogni sfaccettatura: obiettivi, motivazioni, vantaggi, opere conseguenti ed anche precedenti storici. Come spiegato dal coordinatore di Percorsi Siciliani, Ubaldo Scarantino, si potrebbero spostare gli assessorati regionali e, nel lungo termine, il Parlamento regionale proprio a Caltanissetta.
Finalità, queste, suggerite da una posizione geografica ottimale, che vede Caltanissetta il «centro matematico della Sicilia ». Tra i vantaggi derivanti dall’iniziativa, il facile accesso da ogni parte della Sicilia ed un risparmio economico per tutte le altre province.
Giungendo alle opere conseguenti, Percorsi parla di ammodernamento delle infrastrutture, autostrade e ferrovie, oltre che della costruzione di un grande aeroporto internazionale tra Caltanissetta e Enna. Su
Facebook vengono anche citati i riferimenti storici riguardo l’accentramento amministrativo, da Madrid capitale della Spagna a Roma capitale d’Italia, passando per Catanzaro capoluogo della Calabria: tutte città al centro del territorio. Snocciolando i termini della questione, Ubaldo Scarantino chiarisce che non si tratta di una proposta di ispirazione "padana": «Non ci accodiamo alla Lega, che chiede i ministeri al Nord. Nel nostro movimento, infatti, si discuteva di questa proposta già da tempo. Bisogna considerare
che la nostra è la provincia più povera tra quelle siciliane. Se Caltanissetta divenisse capoluogo amministrativo vi sarebbe una miglior organizzazione delle province e per noi sarebbe una manna dal cielo. A testimonianza che ciò di cui parliamo è qualcosa di serio e non fantasia, c’è un progetto redatto
dall’architetto di fama internazionale, Pier Paolo Maggiorana, riguardo la realizzazione di un aeroporto tra Caltanissetta e Enna».
CLAUDIO COSTANZO

La Sicilia 25 giugno 2011

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21/06/2011

Da Pontida chiedono la secessione



 

A Pontida Bossi riceve dalla sua gente padana l'ordine di eseguire la secessione. Lui tira dritto, fa finta di niente. Il coro invocante la secessione riparte molto più forte.  Lui fa finta di non sentire e va avanti a parlare dei costi della politica. Allora glielo urlano per la quarta volta, esteso e fortissimo: «Se-ces-sio-ne». Non potendo trascurare l'insistenza della richiesta dichiara: «Vabbè, volete la secessione? Ci si prepari allora, questo Stato merita di essere stangato. Fratelli padani, libertà, libertà!». «Bos-si, Bos-si» urlano tutti, finalmente d'accordo.
Non so se il popolo padano abbia la consapevolezza di cosa vuol dire secessione, ma è sorprendente l'unità d'intenti e la determinazione che mostra per raggiungere l'obiettivo. Un popolo che segue e chiede con fermezza alla sua classe politica. La classe politica non può fare a meno di ascoltare e per quanto gli è possibile dare esecuzione alle richieste, pena la perdita di consensi.

I nostri politici meridionali invece subiscono passivamente i venti attivi del nord quasi quasi guardando in cielo per vedere effettivamente se qualcosa può esserci anche per loro. Non si accorgono che i parlamentari della Lega Nord invocano, oltre quello che hanno, anche quello che è degli altri sottraendo mezzi e risorse che dovrebbero andare alle altre regioni.

Non guardate più in cielo, guardate a terra e reclamate quello che è nostro! In Sicilia non è partito il credito d'imposta per le imprese come in tutte le altre regioni! Reclamate le accise petrolifere incassate dallo Stato che hanno un valore di 10-12 miliardi di euro all'anno!

Tanti altri esempi per sottrarre questa terra dalla morsa dello sfruttamento, ma voi purtroppo dovete eseguire gli ordini del capo romano...

Adriano Nicosia
Presidente Percorsi Siciliani

La Sicilia 21 giugno 2011

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11/06/2011

Il movimento «Percorsi Siciliani» denuncia la presenza dei contenitori in amianto sui tetti delle scuole

SAN CATALDO. Segnalazione da parte del movimento politico Percorsi Siciliani che, per bocca del coordinatore Ubaldo Scarantino, evidenzia la presenza di recipienti di eternit sui tetti delle scuole
elementari San Giuseppe e San Filippo Neri. Già nei mesi scorsi, Percorsi Siciliani si rivolse al sindaco Giuseppe Di Forti, segnalando la presenza di contenitori di amianto sulla terrazza del Comune.
«I proclami della politica chiacchierona e litigiosa sulla sanità e sulla riorganizzazione dei nostri ospedali? Sono solo parole al vento - dice Scarantino -. Non si spiegherebbe altrimenti, mentre vi è
una lotta tra opposte fazioni per il controllo dell’affare sanità pubblica, la mancata rimozione dei reali pericoli che gravano sulla testa dei sancataldesi.
Infatti, dalla terrazza del Palazzo comunale non sono stati ancora rimossi 8 recipienti di amianto, in bella vista senza le dovute protezioni che la normativa prevede a salvaguardia della salute dei cittadini. Forse il sindaco non è al corrente, ma nelle scuole elementari sono ancora in uso recipienti in eternit
per intenderci. Dalle nostre fonti, risultano 6 recipienti in amianto ancora in uso nel plesso "San Giuseppe" e 2 nella scuola "San Filippo Neri". E pensare che Di Forti ha ricevuto dall’Unicef l’onorificenza di essere il sindaco dei bambini, prendendosi l’impegno di trasformare San Cataldo in una città a misura di bambino. Fino ad oggi, però, abbiamo sentito solo proclami.
Il sindaco non può nemmeno accampare la scusante delle casse comunali vuote. Non si spiegherebbe altrimenti il ricorso ai mutui per circa 10 milioni. Di tutt’altra dimensione politica il sindaco di Milena, Giuseppe Vitellaro, che alla fine dello scorso anno attraverso una gara pubblica e tramite una ditta specializzata ha fatto rimuovere i recipienti in eternit dalle scuole della sua cittadina. Il dott. Di Forti, sindaco pro tempore, invece di fare proclami che sembrano nascondere altri interessi di partito, si attivi
immediatamente per la messa in sicurezza delle scuole e per salvaguardare la salute dei bambini».

La Sicilia 11 giugno 2011

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10/06/2011

«Percorsi siciliani voterà "Si" a tutti i quesiti»

Poche righe per dire che il movimento politico Percorsi Siciliani voterà "sì" a tutti i quesiti referendari. Le ragioni del sì sono talmente ovvie che non occorre una lunga disquisizione per esplicitarle tutte. Sì, all’acqua bene comune. Sì, all’uguaglianza di fronte alla legge (e non solo) di tutti i cittadini. E un Sì deciso contro il nucleare.
Il ricorso all’atomo, ci sembra, però, richieda un ulteriore appunto. Per noi siciliani, terra ricca di sole, il ricorso al nucleare ha il sapore della beffa. Sappiamo benissimo quanto è forte il nostro sole, e quanto ci fa lamentare, specie d’estate; quanti ricoveri procura l’afa a bambini e anziani; quanto è forte col sole caldo il desiderio del mare; e qualcuno sa anche che d’estate a mezzogiorno può cucinarsi un uovo a occhio di bue sul cofano della propria auto. Sappiamo tutte queste cose, ma ignoriamo sistematicamente
che il sole è una potente fonte di energia, inesauribile e pulita. Non riusciamo a capire che può essere utilizzato per creare energia diffusa e a basso costo.
Il sole è l’energia più democratica che esiste, almeno alle nostre latitudini. Il sole è a disposizione di tutti: è gratis.
Il sogno di Percorsi Siciliani è poter vedere un giorno tutti i tetti delle nostre case ricoperti con pannelli fotovoltaici. Per questo chiediamo alle istituzioni e alla politica di attivare procedure burocratiche semplici e di incentivare il settore con investimenti seri di sostegno alle famiglie. Certo, forse un giorno, dopo che tutto questo sarà realizzato, metteranno una tassa anche sul sole, ma ne sarà valsa la pena.

UBALDO SCARANTINO
Coordinatore Percorsi Siciliani

La Sicilia 10 giugno 2011

08:40 Scritto in .Home - Notizie |  Facebook

25/05/2011

Intesa per le amministrative Maiorana e Nicosia insieme

Adriano ed Enzo.JPGParte la stagione dei progetti per San Cataldo. Enzo Maiorana per "Noi Meridionali" e Adriano Nicosia per "Percorsi Siciliani" hanno avviato un accordo di programma per le prossime amministrative di San Cataldo. I due presidenti, rappresentanti di movimenti politici che si ispirano allo sviluppo del territorio si sono messi al tavolo per un'alleanza politica che abbia come primo punto all'ordine del giorno lo sviluppo di un programma di crescita economica e sociale territoriale.

Enzo Maiorana: - La condivione di un programma che porti respiro anche e soprattutto attraverso il tentativo di ripristino delle strutture andate perdute, come l'ospedale e la casa di ospitalità.
Saremo impegnati ad accendere il fuoco della vera libertà confrontandoci direttamente con l'opinione popolare. Vogliamo proporci per ridare rivalità al nostro territorio lungamente mortificato partendo dalla consapevolezza che solo dal risveglio delle coscienze possono avere origine i veri cambiamenti.

Adriano Nicosia: - Dobbiamo convincere tutti gli elettori, i moderati, quelli che hanno perso la fiducia e gli indecisi in particolare che non si può lasciare la nostra San Cataldo in uno stato di assoluta immobilità. Bisogna ripratire da un nuovo progetto, da una nuova visione della società. Un nuovo progetto di territorio e società su cui stiamo lavorando, aperto a tutte le forze civiche e moderate, e che presenteremo ai nostri concittadini sancataldesi.-

Gds 25 maggio 2011

La Sicilia 26 maggio 2011

14:41 Scritto in .Home - Notizie |  Facebook

13/05/2011

«San Cataldo, cantieri di lavoro e servizi igienici »

servizi_igienic.jpgSono iniziati da circa un mese i cantieri di lavoro finanziati dalla regione.
Ce ne sono sette che sono stati aperti a San Cataldo. Ed è da circa un mese che residenti e lavoratori ci segnalano che sul luogo di lavoro mancano i servizi igienici. Nel momento del bisogno i lavoratori sono costretti a chiedere la cortesia di usufruire dei servizi igienici dei residenti, con notevole disagio per entrambe le parti.
Il testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il D.lgs 81/2008, prevede
che i cantieri di lavoro siano dotati di idonei servizi igienici. E prescrive,
nel caso specifico dei gabinetti, che “In condizioni lavorative con mancanza di spazi sufficienti per l’allestimento dei servizi di cantiere, e in prossimità di strutture idonee aperte al pubblico, è consentito attivare delle convenzioni con tali strutture al fine di supplire all’eventuale carenza di servizi in cantiere: copia di tali convenzioni deve essere tenuta in cantiere ed essere portata a conoscenza dei lavoratori.”
Ci chiediamo se esistano, visto che i gabinetti non ci sono, almeno tali convenzioni con gli esercizi pubblici.

La Sicilia 13 maggio 2011

VALERIO FERRARA
Percorsi Siciliani

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20/04/2011

Fogne a Bigini: per l’80% dei residenti i lavori non serviranno

adriano.jpg«La rete fognaria del quartiere Bigini è diventata un’urgenza al punto tale che bisogna realizzarla. Qualche politico avventato ritiene che non è importante come, basta che si realizzi per dare un segnale»: lo afferma Adriano Nicosia, presidente del movimento Percorsi Siciliani ed ex assessore all’Ambiente.
Egli critica le modalità di realizzazione dell’opera e dice: «Questo "segnale" rischierà di diventare un grosso problema permamente. Abbiamo avuto l’occasione di vedere le tracce del progetto che gli abitanti di Bigini ci hanno segnalato, facendoci rilevare quale inconsistenza e quale farsa si sta realizzando ai loro danni. Se, infatti, la rete fognaria sarà realizzata così per come tracciata, l’80% degli abitanti non ne potrà usufruire perchè al di sopra del livello dei loro pozzetti. Qualcuno ha detto loro: "attaccate una pompa, togliete il coperchio di cemento dal futuro pozzetto realizzato e immettete i liquami fognari provenienti dalla vostra pozza Imhof".
Noi pensiamo che un servizio del genere gli abitanti di Bigini non lo meritino! Tranne che il Sindaco abbia pensato bene di dar loro un’occupazione del dopo pensione». Nicosia continua: «Dopo vent’anni di attesa gli abitanti di Bigini avranno la loro minuscola rete fognaria ma, per poterne usufruire, dovranno essere loro, a loro spese e lavoro, a immettere i liquami nella pseudo rete fognaria realizzata: un altro continuo sperpero di denaro pubblico senza aver risolto il problema fino a fondo! Se non bastano i soldi per realizzare i lavori per come si deve, il sindaco faccia un mutuo per dare un effettivo servizio ai cittadini di Bigini».
Nicosia conclude: «Realizzare la rete fognaria con tutti i crismi è un diritto dei cittadini e vigilare affinché sia così è un dovere dell’amministrazione. Questo è un problema serio e non bisogna buttare fumo negli occhi».

Adriano Nicosia

Presidente Percorsi Siciliani

La Sicilia del 20 aprile 2011

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19/04/2011

Doppio senso per rilanciare il commercio

angelo.jpg

Una strategia efficace per rilanciare il settore commerciale e le ditte presenti in Corso Sicilia potrebbe essere l’istituzione del doppio senso di circolazione. Il senso unico attualmente adottato, infatti, costringe gli automobilisti ad effettuare percorsi diversi da quelli di Corso Sicilia, isolando, di fatto, quella che un tempo era l’arteria principale della città di San Cataldo. Il doppio senso di circolazione potrebbe, realmente, ridare vita a quello che un tempo, e a ragione, era definito il salotto buono della città, a “chiazza”, luogo di incontri e punto nevralgico delle attività commerciali.
Per cercare di rilanciare Corso Sicilia si è costituito il Centro commerciale naturale. Noi siamo favorevoli a tale iniziativa, ma solo se alle parole seguono i fatti. Purtroppo, dall’incontro avvenuto in occasione dell’inaugurazione del centro commerciale naturale sono state evidenziate due cose: poche idee su quello che si intende fare e una assoluta mancanza di mezzi. Più volte è stato ripetuto: abbiamo fatto il centro sulla carta, ora – rivolti ai commercianti – sono affari vostri. Anche l’assessore regionale intervenuto all’incontro non ha lasciato margini di ottimismo: le risorse sono quasi insignificanti; e i prossimi due anni, per il commercio, saranno quelli più difficili.
Spesso una modifica sostanziale del traffico stradale può determinare il successo o il fallimento di un’attività commerciale. Infatti, il marketing pone come condizione indispensabile, per un buon andamento degli affari, che il luogo, sede dell’attività commerciale, sia ad alta intensità di traffico.
Ciò offre una maggiore visibilità e una percentuale decisamente superiore di occasioni di scambio tra commercianti e clienti. Se domanda e offerta non hanno modo di incontrarsi, allora diventa veramente difficile che i nostri commercianti riescano ad uscire dalla situazione di crisi che attualmente subiscono.
Ritenuto legittime le riflessioni di cui sopra il nostro gruppo, spinto anche da molte sollecitazioni provenienti dagli stessi commercianti di Corso Sicilia, ritiene che un modo per aiutare il commercio e alleviare il periodo di crisi sia l’istituzione del doppio senso di circolazione in Corso Sicilia.

Angelo Mangiavillano

Vice-presidente Percorsi Siciliani

La Sicilia e Gds 19 aprile 2011

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15/04/2011

L'illogicità di rompere e rifare i marciapiedi

1.jpgDa lunedì scorso a San Cataldo sono iniziati i 7 cantieri di lavoro finanziati dalla regione. Per un importo di 750mila euro. Saranno impegnanti 130 lavoratori per 5 mesi circa. Ne sono iniziati e ne inizieranno in tutta la Sicilia. Corre obbligo di dare a Cesare ciò che è di Cesare. Quindi ringraziamo l’Assessore regionale Leanza per aver voluto alleviare la sofferenza e la fame di lavoro in cui versano ampi strati della popolazione siciliana.
A San Cataldo hanno trovato lavoro, temporaneo, tanti disoccupati che potranno così pagarsi l’affitto, o arrivare dignitosamente a fine mese. Certo non è la soluzione dei problemi, ma è sempre qualcosa. Auguriamo, quindi, ai lavoratori, impegnati nei cantieri, un buon lavoro e che questo sia l’inizio, magari, per trovare qualcosa di meglio in seguito.
Una cosa, però, ci fa riflettere e pensiamo faccia riflettere i sancataldesi. La giunta ha fatto predisporre all’Ufficio tecnico 7 progetti. Tutti e 7 consistono in rifacimenti di marciapiedi. Molto spesso si tratta di marciapiedi che ancora potevano servire egregiamente allo scopo. Non comprendiamo, quindi, il perché si debbano rompere marciapiedi esistenti per rifarli nuovi.
Forse sarebbe stato più utile, sia ai lavoratori che alla collettività, che l’amministrazione facesse predisporre progetti per cose più importanti.
E se proprio si volevano fare marciapiedi, non sarebbe stato più logico costruire marciapiedi dove non ne esistono? Ci sono zone abbandonate che non conoscono l’esistenza nemmeno dell’asfalto o della pavimentazione. Ma forse è pretendere troppo da questa amministrazione.
Valerio Ferrara
Percorsi Siciliani
Resp. Comunicazione ai cittadini delusi dalla politica

La Sicilia 15 aprile 2011

 

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13/04/2011

New entry in Percorsi Siciliani

25.jpgUn altro nuovo componente si aggiunge alla squadra del movimento politico culturale Percorsi Siciliani. Dopo l’adesione dell’imprenditore edile Giuseppe Giammusso che ha avuto la delega dei rapporti con le imprese, è la volta dell’imprenditore Valerio Ferrara.
“Valerio Ferrara – ha affermato Ubaldo Scarantino, coordinatore di Percorsi Siciliani – è un buon padre di famiglia e un lavoratore serio e stimato. Per la sua personale esperienza e per l’innata predisposizione all’ascolto gli abbiamo affidato la delega di responsabile alla comunicazione con i cittadini delusi dalla politica e dai partiti tradizionali.
Il contesto odierno ci spinge a cercare soluzioni innovative in grado di risolvere vecchi e nuovi problemi che la politica tradizionale non ha risolto e non è in grado di risolvere. Oggi la crisi della politica e dei politici e sotto gli occhi di tutti. Gli obiettivi perseguiti sono spesso lontani, se non in contrasto, con le esigenze e i bisogni dei cittadini. Un numero sempre crescente di cittadini si allontana dalla politica e dalle istituzioni. La delusione è solo un modo educato di definire quello che prova oggi la maggior parte delle persone. Si passa facilmente da un sentimento di repulsione a un profondo schifo verso ciò che è percepito come avverso e ostile.
Il nostro obiettivo è quello di trasformare questo sentimento in attività pubblica partecipata, in modo che le persone deluse si riapproprino della politica e che, anzi, contribuiscano ad allontanare tutti quei politici che hanno generato la delusione.
Diventa, quindi, predominante il ritorno a un modo di fare politica genuino: al servizio dei cittadini.
Una politica sana, votata all’ascolto, che comprenda le esigenze e che renda finalmente tutti veri protagonisti degli affari pubblici.”
Così Valerio Ferrara: “In Percorsi Siciliani ho trovato un ambiente dinamico, aperto al dialogo e al confronto reciproco. Mi sono confrontato con persone che hanno una visione politica uguale alla mia: la politica vissuta come missione. Da parte mia metterò a disposizione del gruppo molte idee interessanti e innovative, che da tempo avevo nel cassetto e che adesso penso sia tempo di realizzare.”

La Sicilia e Giornale di Sicilia del 13.04.2011

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07/04/2011

Di Forti non si occupi della fognatura di Bigini

28.jpgSan Cataldo. «Chiedo la cortesia al sindaco di San Cataldo di mettersi da parte e lasciare la vicenda nelle mie mani e nelle mani dei residenti di Bigini»: lo afferma Adriano Nicosia, presidente del movimento politico "Percorsi Siciliani", nonché ex assessore della Giunta comunale. Nicosia interviene in merito alla realizzazione della rete fognaria in contrada Bigini.
«C'è chi ne ha fatto oggetto di campagna elettorale, pur non avendo mai avuto la vera intenzione di realizzarla - dice. Il sindaco ha fatto numerosissime promesse, addirittura mettendo al bando il suo "onore" qualora la rete fognaria non venisse realizzata nei tempi e modi da lui stesso indicati. Adesso, la popolazione di Bigini e i cittadini di San Cataldo hanno potuto constatare che il presunto "onore" si è volatilizzato nei cieli».
Nicosia, così, continua: «Ho già provveduto a interessare l'amico presidente della Provincia, l'on. Pino Federico, e ho potuto riscontrare che la situazione non è così come è stata sempre descritta dal primo cittadino. L'on. Federico si è già attivato personalmente per risolvere questo annoso problema. Un problema che non ha mai visto la volontà di questo sindaco ne di quello precedente. Al sindaco Di Forti, dunque, posso promettere che Bigini non sarà argomento della sua prossima campagna elettorale, o meglio, visto le dicerie a San Cataldo, del candidato che lo sostituirà. Il tempo delle false promesse e delle illusioni è finito!».
Adriano Nicosia

Presidente Percorsi Siciliani

La Sicilia, Giovedì 07 Aprile 2011, CL Provincia, pagina 40.

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31/03/2011

Meno tasse per fare impresa

22.jpgFare impresa nel nostro territorio sembra impresa impossibile. Al di là del gioco di parole, la frase al momento corrisponde a realtà.
In un tempo in cui occorrono scalatori capaci di arrivare in cima alle montagne, ci siamo abituati da decenni alla prassi consolidata della politica dei piccoli (a volte piccolissimi) passi.
Plaudiamo, quindi, all’iniziativa di rottura dell’Asi di Caltanissetta, che ha svolto un’indagine conoscitiva sulle reali condizioni in cui operano gli imprenditori nisseni: sugli altri, l’inadeguatezza dei mezzi tecnologici e delle infrastrutture. In linea con i problemi segnalati dalle imprese, ben venga l’istituzione della zona franca per la legalità che, nell’intenzione dei promotori, dovrebbe portare risorse da investire in infrastrutture tecnologiche e, in seguito, agevolazioni fiscali per le imprese che verranno ad investire in Sicilia.
Ci poniamo, però, alcune domande. Innanzitutto i tempi di realizzazione delle infrastrutture. In Giappone hanno ricostruito un’autostrada in pochi giorni, in Sicilia ci hanno abituato a tempi biblici anche per interventi di poco conto. In secondo luogo, ci sono le condizioni perché l’Unione europea venga coinvolta nella concessione delle agevolazioni fiscali?
E dato che ci hanno abituato, per consolazione, a guardare a chi sta peggio di noi, invece vediamo di guardare, per una volta, a chi sta meglio. In Svizzera organizzano viaggi in autobus per gli imprenditori italiani. Mostrano i loro moderni e attrezzatissimi siti industriali e spiegano le procedure per fare impresa nel loro paese. Lo abbiamo visto tutti, in trasmissioni come l’Italia in diretta e Le Iene: all’imprenditore incredulo che domandava se doveva fare file e attese interminabili presso gli enti locali, il funzionario svizzero rispondeva laconico: “Deve fare una sola domanda al nostro sportello unico, poi pensiamo a tutto noi”. E al sempre più incredulo imprenditore nostrano che domandava sulla tempistica e sulle tasse, il funzionario svizzero rispondeva: “In sei mesi, dalla presentazione della domanda, lei sarà già pronto per iniziare la sua attività; le nostre tasse sono sempre sotto il 25% e se assume un cittadino svizzero per dieci anni è esentato”.
Siamo pronti a scommettere che nessuno dei nostri rappresentanti politici sarà mai capace di portare in parlamento una seria discussione sulla riduzione della pressione fiscale che arriva a toccare punte del 67%. In Italia un imprenditore lavora fino a giugno inoltrato per lo Stato e il resto dell’anno per sé, quando gli va bene. Per questo non ci resta che sognare un onorevole deputato che si faccia carico di un modello solidale di sviluppo economico in cui i redditi fino a 20 mila euro siano esentati dalle tasse, ai redditi da lavoro (reddito da sudore) fino a 150 mila euro sia applicata una aliquota fino al 20%, e ai redditi da speculazione oltre i 150 mila euro venga applicata un’aliquota progressiva a partire dal 21%.
Giuseppe Giammusso
Responsabile per le Imprese di Percorsi Siciliani

La Sicilia 31 marzo 2011

 

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